venerdì 23 settembre 2011

Danza Macabra: Schiarazula Marazula e ballo in fa diesis minore

Uno dei brani più affascinanti di Angelo Branduardi è Ballo in fa diesis minore, del 1977, contenuto nell'album La Pulce d'acqua. Il brano ha una lunga storia ed è ispirato alla danza macabra medioevale, in cui la morte viene rappresentata mentre guida una danza con cui accompagna uomini di ogni condizione sociale al loro inesorabile destino. Nella canzone di Branduardi invece, tramite con la musica (le launeddas) e la danza (il ballo tondo), gli  uomini sconfiggono la morte costringendola a deporre la sua falce e ballare al suono della loro musica. Questo il senso del brano nelle parole dello stesso Branduardi: "...c'è l'idea che la musica abbia un potere talmente alto da far dimenticare alla morte di essere venuta per portarci via. Un esorcismo della morte attraverso la musica e la danza".


Questo il testo di Ballo in fa diesis minore:

Sono io la morte e porto corona,
io Son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura.


Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
e dell 'oscura morte al passo andare.


Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo:
il giro di una danza e poi un altro ancora
e tu del tempo non sei più signora.

Ma come è arrivato Branduardi a comporre questo brano?



La Musica di "Ballo in fa diesis Minore"

La musica utilizzata da Branduardi è quella del ballo Schiarazula Marazula (o s'ciarazule marazule o s'ciarazula marazula), ballo tipico del Friuli e che risale, probabilmente, a prima del XV secolo. La musica di questo ballo ci è pervenuta scritta grazie in un'opera del 1578, Il primo libro dei balli accomodati per cantar et sonar d'ogni sorte de instromenti  di Giorgio Mainerio. Per leggere lo spartito clicca QUI
Mainerio fu una stranissima figura di musicista e prete, Maestro di Cappella della chiesa di Aquileia, viaggiatore, astrologo, mago. Su di lui venne anche aperta un'indagine dal tribunale dell'Inquisizione di Aquileia che non condusse tuttavia alla formulazione di un'accusa perché non venne trovato nulla di sospetto. 

Ecco il video della versione che Branduardi ha proposto di Schiarazula Marazula:


Testo di Schiarazula Marazula:

Schiarazule marazule
la lusigne, la cracule,
la piciule si niciule
di polvar a si tacule


O schiarazule maraciule
cu la rucule e la cocule
la fantate jè une trapule
il fantat un trapolon

traduzione italiana di Schiarazula Marazula:

Scjaraciule (bastone, bordone) e Maraciule (finocchio),
la scintilla e la raganella,
la piccola si dondola
e di polvere si macchia.
O' scjaraciule maraciule,
con la rucola e la noce,
la ragazza è una trappola (bugiarda)
il ragazzo un trappolone

Del testo originario non si sa quasi nulla, solo qualche verso in italiano, tradotto dal friulano e contenuto in una denuncia all'inquisizione del 1624: “schiarazzola marazzola a marito ch'io me ne vo’ et quello che segue si come son donzella che piova questa sera”. Il testo attuale sopra riportato è stato scritto dal poeta friulano Domenico Zannier nel XX secolo e non ha nulla a che fare con il testo originale.

Il testo di "Ballo in fa diesis minore"
Pinzolo: la morte e sotto le parole che
rivolge agli uomini
Anche la storia del testo del brano di Branduardi è interessante e degna di essere raccontata. A Pinzolo, piccolo comune in provincia di Trento, c'è la chiesa di san Vigilio, risalente al X secolo e ampliata nel XVI secolo. Nella facciata destra della chiesa vi sono numerosi affreschi, proprio sotto la gronda, è raffigurata una danza macabra, realizzata dal pittore bergamasco Simone Baschenis da Averaria tra il 1519 e il 1539, la sua firma è visibile come la data in cui fu terminata l'opera, il 25 ottobre 1539. L'affresco è alto 2 metri e lungo 22 metri e vi è raffigurato un corteo che procede da destra verso sinistra. Si tratta di 18 personaggi, ciascuno trafitto da una freccia e accompagnato da uno scheletro, che procedono danzando verso la morte, rappresentata da uno scheletro seduto su un trono e con una corona che suona la cornamusa conducendo la danza, a significare l'assoluto dominio su tutti gli uomini, di qualsiasi condizione, della morte. Ogni personaggio rappresenta una determinata figura sociale: un papa, un cardinale, un vescovo, un sacerdote, un imperatore, un duca, un cavaliere, un ricco avaro, un giovane vanitoso, ecc.  Proprio sotto la morte e i due scheletri che la accompagnano si trova un'iscrizione contenente le parole con cui la morte si rivolge agli uomini.
Questa la trascrizione del testo con le parole con cui la morte di Pinzolo ammonisce gli uomini :
Io sont la morte che porto corona
Sonte signora de ognia persona
Et cossi son fiera forte et dura
Che trapaso le porte et ultra le mura
Et son quela che fa tremare el mondo 
Revolgendo mia falze atondo atondo
O vero l'archo col mio strale
Sapienza beleza forteza niente vale
Non e Signor madona ne vassallo
Bisogna che lor entri in questo ballo
Mia figura o peccator contemplerai 
Simile a mi tu vegnirai
No offendere a Dio per tal sorte
Che al transire no temi la morte
Che più oltre no me impazo in bene male
Che l'anima lasso al judicio eternale 
E come tu averai lavorato
Cossi bene sarai pagato

Come si può notare il testo delle prime due strofe di "Ballo in fa diesis minore" riprende i primi versi delle parole della morte di Pinzolo, mentre la terza strofa, opera di Branduardi, conclude la canzone e segna, a differenza delle danze macabre medioevali, il trionfo finale dell'uomo sulla morte.

Per Saperne di più sulla Danza Macabra di Pinzolo:
da medioevo.org: San Vigilio a Pinzolo
comune di Pinzolo: San Vigilio
da Pinzolo dolomiti: la danza Macabra di San Vigilio
da Sagen.at: tutti i testi della danza macabra di Pinzolo