sabato 28 marzo 2015

Cos'è Prezi e come si usa: guide e video tutorial in italiano

Presentazioni e Mappe Dinamiche
Prezi è una applicazione web che ha rivoluzionato il modo di realizzare presentazioni grazie alla combinazione di due tecniche lo zooming e l'animazione che le rendono dinamiche.
Si immagini di disporre di una superficie o tela vuota all'interno della quale si possono inserire vari elementi che chiameremo Frames, riquadri di varia forma e colore entro i quali è possibile inserire contenuti multimediali (testo, immagini, video, ecc.).
Questo sfondo in cui saranno disposti gli elementi della presentazione, può essere personalizzato configurando il colore e/o inserendo delle immagini pertinenti col tema della presentazione. E' anche possibile utilizzare template / modelli predefiniti che possono essere modificati e adattati alle nostre esigenze.
Potremo inoltre collegare questi frame come meglio crediamo, in modo da ottenere un percorso che determinerà l'ordine in cui i vari frame verranno visualizzati nella presentazione.
La visualizzazione della presentazione consiste nel movimento di passaggio da un frame all'altro, secondo l'ordine che abbiamo stabilito, ogni frame verrà ingrandito nel momento in cui passeremo alla sua visualizzazione.
Prezi è uno strumento molto versatile che combina insieme caratteristiche e funzionalità di: animazione, storyboard, mappa concettuale, presentazione, wall, ecc.

Qualche esempio
Per meglio rendersi conto delle potenzialità e caratteristiche di visualizzazione di Prezi è molto più semplice un esempio. In questo caso ho scelto questo percorso su Mandela sia perché è stato realizzato dagli studenti con la guida della docente Anna Laghigna, sia perché sono in esso evidenti le peculiarità  di questa applicazione:


Il risultato sul piano comunicativo è estremamente gradevole, molto coinvolgente e capace di veicolare un contento informativo ricco e significativo.

Questo un altro esempio di utilizzo didattico di Prezi, una presentazione sulle origini della poesia realizzata da Andrea Altomare



Tipologie di account free e a pagamento
Prezi è una applicazione freemium, quindi si può utilizzare una versione di base interamente free che è sufficiente per la maggior parte degli usi in quanto:
# non vi è alcun limite nel numero di presentazioni realizzabili
# si possono realizzare presentazioni in collaborazione invitando fino a 10 persona a cooperare per la realizzazione di una presentazione
non è invece possibile con l aversione free:
# creare presentazioni private
# aggiungere un proprio logo
# disporre del supporto 24 su 24 e 7 giorni su 7
# lavorare online scaricando la versione desktop di Prezi
Forse l'unica limitazione di rilevo per un uso didattico di Prezi è che si dispone di soli 100 MB per caricare contenuti da inserire nelle nostre presentazioni. Per conoscere i vari tipi di account che si possono attivare su Prezi, e le funzionalità disponibili per ciascuno di essi, recarsi alla pagina di pricing di Prezi.
Per i docenti esiste la possibilità di disporre gratuitamente di una versione di Prezi ed esistono versioni educational anche per gli studenti, per saperne di più si può visitare la pagina dedicata ai piani di abbonamento per docenti e studenti

Breve Percorso sull'utilizzo Didattico di Prezi
In questo breve percorso segnalo alcune risorse per approfondire le potenzialità di Prezi in ambito educativo.
1. Comincio col segnalare una articolo delle prof.ssa Loredana Messineo dal titolo "Prezi e Didattica", in cui sono illustrati numerosi esempi di presentazioni realizzate con Prezi su argomenti di scienze da studenti della scuola elementare. Questo a dimostrazione del fatto che Prezi non è difficile da utilizzare ed è molto versatile.

2. Come seconda tappa di questo percorso segnalo una interessante intervista ad Anna Rita Vizzari condotta da Andrea Patassini "Prezi per la didattica" e pubblicata sul blog del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell'Università Roma Tre. L'intervista è dedicata all'uso di Prezi nella didattica di cui Anna Rita Vizzari è esperta. L'aspetto più interessante messo in rilievo da Anna Rita Vizzari è l'uso di Prezi inteso non solo come strumento di cui il docente s può servire per produrre contenuti, ma come applicazione social grazie alla quale si possono costruire conoscenze coinvolgendo gli alunni in attività collaborative sia in presenza che a distanza. Anna Rita Vizzari propone quindi 5 differenti tipologie di "Prezi" che variano a seconda del materiale prodotto e dei soggetti che lo producono: docente, docente e studenti, studenti.
# Questo un esempio di lezione realizzato da Anna Rita Vizzari: Le coordinate geografiche
# Qui in Prezi che propone uno schema di analisi della proposizione da assegnare agli studenti perché lo riempiano: La proposizione

3. La terza tappa è fornita da un articolo comparso su Bricks il 20/09/2014 e dedicato ad illustrare l'uso di Prezi e ThngLink nella didattica attraverso la creazione di percorsi formativi di letteratura inglese. Interessante le premessa dell'articolo "la necessità di rendere lo studente partecipe del processo di ri-definizone della conoscenza che le nuove tecnologie rendono possibile". Si tratta di sviluppare le capacità di ri-contestualizzare, trasformare, ricomobinare contenuti che il web rende possibile attraverso numerose applicazioni. A prova di ciò viene illustrato dalla fase ideativa a quella attuativa un percorso di creazione di una mappa dedicata a un argomento di letteratura inglese in cui viene prima realizzato un modello vuoto che dovrà essere opportunamente riempito. vengono anche indicati gli obiettivi e l'articolazione del percorso e la fase operativa svolta in modalità blended learning.

Videotutorial e Guide in italiano

Presentazioni efficaci: come si usa Prezi?
Guida in italiano realizzata da Lorenzo Amadei, cosulente social media ed esperto di Prezi. La guida è una presentazione in 27 slides pubblicata su Slideshare il 02/06/2011 e aggiornata al luglio del 2014




Video tutorial Guida completa a Prezi
Forse la più completa guida in italiano a Prezi in forma di video tutorial. Si tratta di un lavoro  che spiega i vari aspetti di Prezi. Il video tutorial su Prezi si intitola "Guida completa a Prezi" ed è stato realizzato da Andrea Altomare e pubblicato sul suo canale YouTube il 27/05/2014, il video dura 59:21 minuti.



Video tutorial Come si usa Prezi
Video tutorial in italiano su Prezi pubblicato il 25/08/2013 sul canale YouTube di Network di successo della durata di 08:33. Si tratta di una video guida rapida e chiara che insegna le principali operazioni per realizzare una presentazione con Prezi. Molto utile per chi muove i primi passi con questa applicazione web e vuole rendersi conto delle sue caratteristiche, funzionalità e potenzialità.



Video tutorial Prezi: Primi passi
Un video tutorial in italiano su Prezi realizzato da maestra Clemmy e pubblicato sul suo canale Yotube. Il video è della durata di 14:14 ed è stato pubblicato il 09/10/2014 La video guida illustra in modo dettagliato l'uso di Prezi soffermandosi su ogni passaggio e spiegando in modo chiaro e lento. Adatto a chi muove i primi passi con Prezi



Oltre alla mia testa, per scrivere questo post mi sono servito dei risultati del lavoro delle teste dei seguenti colleghi:
@ Stella Perrone la cui mappa su Tecnologie nella Didattica è un'utilissima guida per l'uso delle tecnologie nella didattica
@ Patrizia Vayola che ha realizzato un'ottima mappa "Tecnologie Didattiche" per non perdersi nelle nuove tecnologie
Anna Rita Vizzari, di cui consiglio il blog  Una lavagnata al giorno

venerdì 27 marzo 2015

VideoANT: Video tutorial italiano

Video lezioni
L'affermarsi di strategie didattiche quali il Blended Learning e la Flipped Classroom e la disponibilità di enormi archivi video sul web, ha valorizzato l'utilizzo dei video nella didattica online e 
creato le condizioni per il proliferare di applicazioni web espressamente dedicate alla realizzazione di video lezioni a partire dai video liberamente disponibili in rete.

VideoANT
Per coloro che non avessero familiarità con queste applicazioni o avessero difficoltà a utilizzarle, consiglio di partire da videoANT, si tratta di una applicazione web interamente free e sviluppata dall'Università del Minnesota con lo scopo di sincronizzare commenti testuali a un video in modo da ottenere una lezione che possa essere condivisa con gli studenti. Il vantaggio di videoANT è di essere molto semplice e versatile, inoltre si costituisce un ottimo punto di inizio per passare ad applicazioni web di questo tipo più evolute e con maggiori funzionalità.

Tutorial italiano su videoANT
Dal momento che non ho trovato video tutorial in italiano su videoANT e per aiutare chi volesse usarlo nella propria attività formativa videoANT, ho preparato una video guida o video tutorial della durata di 10:21, in cui viene presentata questa applicazione e si mostrano tutti i passaggi necessari per utilizzarla.

mercoledì 25 marzo 2015

VideoANT: creare una lezione aggiungendo testo di commento a un video


Cos'è videoANT
videoANT è un'applicazione web free ideale per accompagnare i video con commenti e note testuali in modo estremamente semplice. Ho conosciuto videoANT grazie a Patrizia Vayola e mi sembra che l'applicazione offra un ottimo compromesso tra semplicità di utilizzo e risultati. 

I video nella didattica
L'esigenza di disporre di applicazione web capace di sfruttare didatticamente i video nasce dall'affermarsi di modalità di apprendimento che mirano a ottimizzare l'uso formativo del Web e a integrare nella didattica le nuove tecnologie seguendo un approccio basato sul Blended Learning e il Flipped Learning. Da questo punto di vista i  video costituiscono una importante risorsa in quanto, se opportunamente utilizzati, possono sostituire parzialmente la tradizionale spiegazione e, qualora siano ospitati in un ambiente online dotato di strumenti comunicativi per favorire l'interazione degli studenti tra loro e di questi con il docente, forniscono un valido strumento dialogico di partecipazione al processo formativo.

Per Approfondire 
In alcuni precedenti post ho presentato alcune applicazioni web che consentono di sfruttare l'enorme archivio di video presenti in rete e ospitati nei vari social network come Vimeo e YouTube. Queste applicazioni permettono di editaare i video, renderli interattivi, aggiungervi domande, commenti testuali, link, immagini, ecc. per chi fosse interessato questi sono i post:

videoANT
VideoAnt è una applicazione Mobile e Desktop free, sviluppata dall'Università del Minnesota per l'annotazione dei video. L'applicazione è pensata per poter essere utilizzata da chiunque, anche da chi non abbia molta familiarità con il video editing e con l'uso di applicazioni web. La grafica non è particolarmente avvincente e bella, ma anche questo ha un effetto positivo in quanto la sua semplicità molto spartana non spaventa chi voglia cimentarsi per la prima volta in operazioni del genere.
VideoANT serve solo per aggiungere commenti testuali ai video che troviamo in rete, fa solo questo, ma lo fa molto bene e in modo estremamente rapido e friendly.
Per avere un'idea di qual sia il risultato finale che si può ottenere manipolando un video con videoANT suggerisco di guardare questo video:


Collegarsi a videoANT e annotare
Per autenticarsi su VideoAnt è necessario utilizzare un proprio account Google+, Twitter o Facebook, questo semplifica al massimo la procedura di registrazione e log in. Fatto questo si ha accesso alla propria pagina o dashboard da dove si possono gestire le varie operazioni e che viene chiamata "My Ant Farm".

1° Passo: My Ant Farm
My Ant Farm: Qui compariranno i video su cui abbiamo lavorato e su cui si potranno effettuare le seguenti operazioni:
# continuare ad annotare, condividere, vedere, incorporare in un sito o blog, esportare, cancellare.
# Per ogni video già annotato compariranno poi le seguenti informazioni: pubblico o privato, numero di annotazioni, data di realizzazione, numero di persone con cui il video è stato condiviso.

2° Passo: creare un nuovo ANT (video annotato)
Per creare un nuovo ANT, cioè un nuovo video annotato, sarà sufficiente cliccare sul pulsante in alto a destra con la scritta "New ANT" e si avrà accesso a una nuova pagina in cui potremo incollare l'indirizzo del video che intendiamo annotare nella casella intitolata "Enter the URL of video file or Youtube video ...". Suggerisco di scegliere un video non troppo lungo. Quindi si dovrà cliccare su "Load Video" e il video verrà caricato. Possiamo fornire un titolo al nostro ANT o lasciare quello che viene suggerito e cliccare su "Start Annotating".

3° Passo: annotare
A questo punto avremo accesso a una nuova pagina e potremo cominciare ad annotare il video. Sulla sinistra avremo il video, sulla destra una scheda con 5 etichette in basso, per default ci troveremo nella scheda "Annotations". Facciamo partire il video e quando intendiamo inserire una nota testuale clicchiamo su "Add an Annotation".
Automaticamente il video si fermerà, si aprirà una finestra in cui dovremo inserire il titolo della nostra annotazione (Subject) e digitarne il testo (Content). quindi cliccheremo su "Save". La comodità è che non dovremo effettuare complicate selezioni per indicare il secondo iniziale e quello finale per sincronizzare la nostra nota con il video, videoANT fa questo automaticamente.
Una volta salvata la prima annotazione il video automaticamente riparte, possiamo interromperne lo scorrimento cliccandoci sopra con il tasto sinistro del mouse (topo per i puristi), cliccando nuovamente il video ripartirà. Per lo stesso scopo possiamo anche utilizzare la linea di scorrimento posta in alto.  Quando vogliamo inserire una nuova annotazione ripetiamo le operazioni che abbiamo eseguito per la prima.
Molto importante la funzionalità che consente a coloro con cui abbiamo condiviso il video annotato di inserire, per ogni annotazione, un commento, una richiesta di chiarimento, una domanda. Questo permette di sviluppare una discussione tra gli studenti e tra questi e il docente.

4° passo Condividere e Collaborare
Terminate le operazioni di annotazione del video non occorre salvare, lo fa automaticamente videoANT. A questo punto occorre spostarsi su un'altra scheda cliccando l'etichetta (2^ in basso) "Share" (Condividi). Qui avremo la possibilità di:
# copiare l'url (indirizzo, link) sotto la scritta "Annotate URL" per incollarlo in un sito, blog o inviarlo via email. Il primo URL consentirà a colui con cui lo avremo condiviso di annotare a sua volta il nostro video, Questa funzionalità è molto interessante dal punto di vista didattico perché consente a diverse persone (studenti) di annotare collaborativamente un video, magari curandone aspetti diversi.
Il secondo indirizzo (View URL) permetterà a coloro cui lo abbiamo inviato o fornito, di visualizzare il video senza poterlo modificare. 
La terza possibilità "Who has access" (chi ha l'accesso) permette di rendere il nostro video annotato o pubblico o privato. Qualora selezioniamo l'opzione "private", potranno annotare o visualizzare il video solo coloro che avremo espressamente indicato, per fare questo è necessario inserire nella casella "Invite People" l'indirizzo email delle persone cui intendiamo dare l'accesso al nostro ANT.

5° Passo, altre opzioni
le altre opzioni sono:
Embed: possiamo prelevare il codice per incorporare il nostro video su un sito, blog, forum, ecc.
Export: questa scheda ci permette di esportare il video in vari formati
Delete: possiamo cancellare il video.

Un esempio: Patrizia Vayola, Dichiarazione di guerra 1940
Per farsi un'idea dei possibili utilizzi didattici di videoANT propongo un video annotato da Patrizia Vayola dal titolo: Mussolini dichiarazione di Guerra 1940

Perché usare videoANT
Ritengo interessante videoAnt perché, anche se possiede minori funzionalità rispetto ad altri servizi del genere (Zaption, eduCanon, EDpuzzle, VideoNot.es, ecc.) è estremamente semplice e può essere utilizzato da tutti e costituisce un'ottima base di partenza per passare in seguito, qualora si abbiamo altre esigenze, ad applicazioni più complesse.


sabato 14 marzo 2015

L'Europa e il razzismo: gli Zoo Umani

Spiegare la storia - Capire le Storie
Come far capire agli studenti il radicamento del razzismo nella civiltà europea, il peso che ha avuto nella nostra storia, la funzione, spesso decisiva, che ha giocato in alcuni fondamentali ed epocali eventi?
Lo studio manualistico del razzismo e delle sue innumerevoli metamorfosi, così come del suo intrecciarsi ad altri aspetti della storia dell'occidente come il colonialismo, la tratta degli schiavi, i fenomeni migratori, i genocidi, le guerre, le ideologie, la globalizzazione, può condurre a una conoscenza del problema, ma riesce davvero a far comprendere la portata di questo "fenomeno"? Il suo incidere sulla mentalità collettiva? La sua capacità di plasmare usi, costumi, pensieri?

La Storia e i Documenti tra XIX e XX secolo
A partire dal XIX secolo si vengono a creare le condizioni tecniche e sociali per ampliare le fonti a cui la documentazione storica può attingere. Si tratta delle innovazioni tecniche e della nascita dei mass media: fotografia, cinema, stampa quotidiana, riviste, letteratura popolare, radio.
Non si tratta però solo di una questione tecnica, con la cultura di massa e la nascita dell'opinione pubblica, si sviluppano riti e cerimoniali collettivi, che hanno una forte valenza identitaria e che dal punto di vista politico sono fondamentali strumenti di "nazionalizzazione delle masse" e di "mobilitazione delle masse". Si pensi a fenomeni, pur così diversi, come lo sport di massa, le esposizioni universali, il "culto dei caduti" dopo la prima guerra mondiale, la scolarizzazione della società.
Questi importanti "eventi pubblici" vengono documentati con le nuove tecnologie dell'epoca e forniscono, a chi voglia comprendere le epoche passate, importanti canali per una "percezione immersiva" della storia passata, il cui impatto è molto più radicale della lettura di un manuale o saggio di storia.

La Storia e le Storie
Una possibile strada per realizzare un approccio di questo tipo al fatto storico è quella di combinare la ricca documentazione di cui disponiamo in termini di immagini, fotografie, manifesti, poster, cartoline, musiche, canzoni, filmati, reportage, documentari, cinegiornali, ecc. con gli strumenti del digital storytelling e costruire un percorso narrativo tessendo insieme questi media, largamente disponibili online, con testi e fonti scritte.  Il risultato è un documento transmediale di forte impatto e coinvolgente, ciò consentirebbe di avere una migliore esperienza del razzismo e maturarne una comprensione che non escluda la sfera emozionale e personale, ma ponga questa come punto di partenza di un percorso più ampio al fine di:
# procedere a una spiegazione storiografica e razionale del fenomeno considerato
# sviluppare un dibattito critico più consapevole e maturo sull'attualità politica
In questo modo è possibile:
sia evitare il pericolo che un "approccio narrativo", basato sul digital storytelling, si riduca a mero sfogo o catarsi emotiva;
# sia porre le basi per una migliore comprensione delle problematiche del tempo presente e rendere utile lo studio della storia.

Bruxelles, Belgio, Negro Village, 1958, a una bambina viene dato da mangiare come a una scimmia


Il razzismo e gli Zoo Umani
Questa premessa per introdurre una via d'accesso alla comprensione del razzismo che può integrare lo studio manualistico e l'approccio storiografico tradizionale per meglio far comprendere significato e portata del fenomeno razzista.
L'occasione è data dalla pubblicazione di un lungo post formato da un testo e da una ricca documentazione fotografica, dedicata al fenomeno degli "Zoo Umani", che testimonia come il razzismo attraversi la struttura profonda della nostra storia e della nostra cultura. 
Il post dal titolo "Razzismo profondo: la storia dimenticata degli zoo umani" è stato pubblicato su Popular Resistance  il 18/02/2014 a cura della redazione ed è formato da una lunga serie di fotografie, ne ho contato 65, tutte accompagnate da didascalie che riportano: evento, data e breve descrizione del fatto illustrato dall'immagine. 

Negro Village
La Storia degli Zoo Umani nel Dossier di Popolar Resistance
Le fotografie accompagnano e integrano un lungo testo che è formato dal montaggio di vari articoli. Le fotografie testimoniano la "normalità" del razzismo occidentale dal secolo XIX ad oggi. Si tratta di un documento sconvolgente e necessario.
Sconvolgente perché mostra la profondità della concezione e visione razzista del mondo che è incorporata da secoli nella nostra cultura, al punto che si può parlare di una "banalità del razzismo" nel senso che la sua presenza non viene nemmeno percepita come aberrazione.
# Necessario perché occorre portare alla luce quello che è stato, non tanto e non solo perché lo si debba "ricordare", ma perché soltanto riportando alla luce le radici presenti nell'inconscio storico dell'occidente, si può evitare che ciò che è stato e non vogliamo che sia ancora, continui ad essere.



Indice degli articoli
Questo gli articoli che sono proposti nel post:
1. "Fino agli '50 del XX secolo i nativi africani e americani venivano chiusi in appositi Zoo Umani ed esibiti", di M.B. David, 13/02/2013
2. "Scoperte: l'inquietante zoo umano" di Parigi, Messy Nessy Chic, 02/03/2012
3. "La storia di Sara: un pezzo da esposizione coloniale"
4. "Di altre razze negli Zoo Umani e sulla fallacia della supremazia mentale del bianco caucasico", di Trip Down Memory Lane, 01/10/2012 5.
Fondamentali da leggere, per comprendere che gli Zoo Umani esistono ancora i seguenti paragrafi del post che si trovano alla fine:
# Modern Human Zoo
Human Zoo: consentito ai turisti buttare banane agli isolani. I nativi danzano per i turisti ricevendo in cambio cibo

5 membri della tribù Kawesqar, terra del fuoco, Cile, rapiti nel 1881 e portati in Europa per essere mostrati
negli zoo umani. Morirono tutti nel giro di un anno.

Zoo Umani, "Negro Village", Jardin d'Acclimatation, Exposition Coloniale
Jardin zoologique d'acclimatation, Negro Village, Human Zoos furono estremamente popolari in Europa. 
Il Giardino Zoologico d'Acclimatazione di Parigi, era un ampio parco, le cui rovine sono tuttora presenti a Parigi, in cui venivano periodicamente messi in mostra essere umani provenienti da tutti i continenti, in un ambiente che ricostruiva, secondo un'ottica europa, il loro habitat.
I Negro Village erano ricostruzioni itineranti di "Villagi Negri"che percorrevano le principali città europee per esibire famiglie di popolazioni appartenenti a varie regioni dell'Africa. Furono molto popolari in Europa, specie nell'Europa del nord. Ancora negli anni '50 del XX secolo si ha la presenza dei "Negro Village", come quello della prima fotografia di questo post.
I visitatori europei si comportavano come nella visita a una zoo di animali o contemplavano le persone come pezzi esposti in un museo. Nella fotografia sottostante i visitatori passeggiano tra i padiglioni dell'Esposizione Coloniale di Parigi, del 1907, che venne visitata da quasi 2 milioni di francesi.

Esposizione coloniale di Parigi del 1907

Che il razzismo sia profondamente incorporato nella nostra cultura e sia strettamente collegato a fenomeni drammatici del recente passato, quali la schiavitù delle popolazioni africane, la pulizia etnica subita dai nativi americani, l'imperialismo colonialista, e così via, sono fatti indiscutibili. Eppure tutto questo è stato rimosso, l'occidente ama rappresentarsi come la patria dei diritti umani, delle libertà civili e, certamente, l'occidente è anche questo, ma ignorare altri valori ed eventi drammatici e tragici, di cui esso è stato protagonista e responsabile, reca in sé il pericolo del loro ripetersi. 
Le radici culturali da cui nascono fenomeni vergognosi come quello degli zoo umani sono noti: razzismo scientifico, darwinismo sociale, concezione della storia come progresso unilineare al cui vertice è la civiltà bianca prodotto della razza bianca- caucasica, etnocentrismo, intolleranza, sono i valori di riferimento che formano il contesto culturale entro il quale la "zoo umano" diventa un fatto del tutto normale. 


LINK UTILI
1. Popular Resistance: che cos'è?
2. Wikipedia, Zoo Umani
3. Popular Resistance: Razzismo profondo: la storia dimenticata degli zoo umani
4. AAVV, Zoo umani, dalla Venere Ottentotta ai reality show, Ombre Corte editore, recensione saggio

lunedì 9 marzo 2015

Video Album sulla restaurazione e i moti della prima metà del XIX secolo

Archivio Video di Storia
Archivio di materiale audiovisivo sulla storia della prima metà del XIX secolo. Si tratta di un'antologia di video che si propone di fornire materiali e risorse supplementari per approfondire la conoscenza del periodo storico compreso tra il Congresso di Vienna e i moti del 1848.

Cosa c'è in questo album?
I principali argomenti che vengono trattati nei vari video sono: La restaurazione, il Congresso di Vienna, la restaurazione in Italia, i moti rivoluzionari del '20 e del '30, Carboneria e società segrete, Giuseppe Mazzini, i moti del 1848 e la prima guerra di indipendenza italiana.

Come è stato costruito questo Album?
Per realizzare questo Album di Video ho utilizzato Huzzaz. Nella scelta dei video mi sono attenuto ai seguenti criteri: 
# chiarezza espositiva e ricchezza informativa, 
# correttezza storiografica, 
# efficacia comunicativa, 
# completezza nella trattazione degli argomenti.
Ho anche cercato di raccogliere video che presentassero una certa varietà per genere e tipologia: documentari, lezioni, presentazioni generali, videolezioni, canti, ecc.


sabato 7 marzo 2015

Blendspace e Blended Learning: modulo didattico "La filosofia di Pascal"


Il problema: creare e gestire lezioni online
Dovendo adottare un approccio didattico basato sul Blended Learning o sulla Flipped Classroom, si pone immediatamente un problema: quale tra gli innumerevoli strumenti e applicazioni web che pullulano in rete è conveniente utilizzare? Non si tratta di una domanda da poco in quanto la scelta della applicazione condiziona pesantemente il percorso formativo e la sua gestione. Il solo modo per dare una risposta a questa domanda è mettere alla prova le varie applicazioni per creare e gestire lezioni.
Lo scorso anno ho utilizzato Edynco realizzando con esso una unità didattica di storia: Restaurazione e moti del '20 e del '30. Quest'anno scolastico ho deciso di sperimentare l'uso di Blandspace e di Fidenia e ho cominciato con il primo.

La filosofia di Blaise Pascal su Blendspace
Il progetto prevedeva la realizzazione di una unità di filosofia dedicata al pensiero di Pascal al fine di verificare la validità di Blendspace nel:
# creare e gestire moduli didattici
# coordinare e supportare online l'attività di apprendimento degli studenti
# avviare e gestire discussioni con gli studenti si ciascun modulo
# monitorare il comportamento online degli studenti
Questo il corso su Pascal pubblicato su Blendspace: La filosofia di Blaise Pascal



La realizzazione del Corso
Per arrivare a questo risultato è necessario molto lavoro in quanto occorre trovare le risorse adatte alle proprie esigenze e realizzare le lezioni video su Pascal. In questo caso il corso è formato da 15 elementi, 10 dei quali sono stati realizzati da me, 1 da uno studente e 4 sono stati da me reperiti in rete. In particolare risulta decisiva, perché si abbia un risultato positivo sul piano dell'apprendimento la realizzazione di video lezioni in cui venga spiegata la filosofia dell'autore in modo puntuale e analitico e perché tali videolezioni siano efficaci e utilizzino le potenzialità della comunicazione digitale, quali la multimedialità, la grafica, ecc., è importante che tali lezioni non si riducano, come spesso accade, a una semplice registrazione della voce del docente che parla di un certo argomento o di un certo autore.

La preparazione delle Video Lezioni
Ho quindi dovuto:
1.realizzare i materiali da utilizzare per la registrazione delle video lezioni , in questo caso:
# 2 presentazioni create con word: presentazione filosofia di Pascal, Pascal: teologia e morale;
A questo punto, utilizzando Screencast-o-matic, ho realizzato 5 video lezioni, della durata media di 19:00 minuti, per un totale di 95 minuti di lezione. Questa la playlist delle video lezioni su Pascal pubblicate sul mo canale Youtube:


La prima conclusione è quindi che, se si vogliono fare le cose per benino, occorre una enorme quantità di lavoro, è necessario saper utilizzare varie applicazioni (Cmap, Word, Screencast-o-matic,) e gestire vari social media (YouTube, Blendspace). Personalmente, compresi i tempi per la ricerca di risorse e per leggermi Pascal su vari testi e manuali, mi ci sono volute 17 ore per realizzare il tutto.

Pronti e via con Blended Pascal
L'esperimento è cominciato con una lezione frontale tradizionale in cui ho presentato la figura e la problematica di Pascal agli studenti (1 ora) e una attività in aula di informatica per mostrare il funzionamento di Blendspace (1 ora).
A questo punto gli studenti hanno cominciato l'attività di apprendimento online servendosi di Blendspace. Hanno inviato 9 commenti cui ho risposto, 46 i likes e 1 dislakes. Molte domande e richieste di chiarimento mi sono state inviate tramite il gruppo whatsapp della classe o tramite il forum di classe.
Al termine del tempo programmato (2 settimane), siamo partiti con le verifiche, nell'ordine:
# 4 studenti interrogati oralmente
# un questionario sulla filosofia di Pascal con domande e risposta aperta
# un questionario sui testi di Pascal.
Al termine ho anche pensato fosse utile predisporre e somministrare agli studenti un questionario di gradimento anonimo sull'uso di Blendspace, sulle sue criticità e sui sui aspetti positivi:
# link al questionario: Questionario gradimento Blendspace
# qui invece le risposte degli studenti: Risposte questionario di gradimento
Dalle risposte finora inviate (13 su 22) emerge che:
# per 8 studenti usare blendspace è stato meglio o molto meglio rispetto al tradizionale sistema di spiegazione in aula
# 3 studenti non hanno manifestato preferenze per l'uno o l'altro sistema
# 2 si sono trovati peggio
# tutti, tranne 1, hanno manifestato il proprio favore ad utilizzare ancora l'apprendimento online con Blendspace o altre applicazioni simili.

Vantaggi e svantaggi di Blendspace rilevati dagli studenti
Nella loro valutazione gli studenti hanno indicato come aspetti positivi dell'apprendimento online
# la possibilità di studiare secondo i propri tempi e ritmi e quando vogliono e dove vogliono, 
# la possibilità di approfondire maggiormente gli argomenti 
# la maggiore praticità e comodità. 
Si tratta di aspetti che confermano quanto la letteratura sull'argomento ha già evidenziato. 
Tra i limiti rilevati con maggiore frequenza dagli studenti:
# più complicato dialogare tra loro e con il docente
# assenza della discussione in aula.
dal punto di vista del docente 
Per quanto riguarda i limiti e i vantaggi di Blendspace, gli studenti hanno rilevato:
# la notevole semplicità di utilizzo di Blendspace
# l'efficace organizzazione delle risorse e dei materiali che consente di ottenere.
Tra i principali difetti di Blendspace indicati dagli studenti:
# mancanza di ulteriori funzionalità
# inadeguatezza degli strumenti di comunicazione

Vantaggi e svantaggi di Blendspace rilevati da me
Per quanto mi riguardo ho trovato rapido apprendere l'uso di Blendpsace che non presenta particolari difficoltà, come talvolta capita con queste applicazioni, per esempio nella creazione e gestione delle classi e nella assegnazione alle classi di compiti e /o lezioni. Inoltre realizzare un corso è molto semplice e la possibilità di inserire istruzioni dettagliate per ogni elemento del corso risulta estremamente utile e non comporta alcuna difficoltà.
Gli strumenti di comunicazione sono costituiti, per ciascun elemento del corso, da una chat testuale che risulta molto inefficace, lenta e complicata da utilizzare. Sarebbe bello disporre di una chat testuale migliore, di una chat room e, magari, di una chat vocale.
Si tratta di un grave limite in quanto se non si dispone di un ambiente comunicativamente ricco e dotato di strumenti che consentano di sfruttare in pieno le possibilità offerte dal web di comunicare in modalità sincrona e/o asincrona, si rischia di riprodurre online pregi e difetti della lezione frontale tradizionale. Quindi queste applicazioni dovrebbero avere particolare cura nell'offrire strumenti che potenzino le possibilità di interazione dialogica degli studenti tra loro e con il docente.
Una grave pecca è la mancanza di strumenti di monitoraggio, o meglio, la temporanea sospensione del monitoraggio (visualizzazioni) della lezione. Si possono vedere i likes e disliki,le risposte ai quizzes, le richieste d'aiuto e i commenti, tutte cose molto utili, ma non posso avere le informazioni più importanti:
1. Quali elementi del corso sono stati consultati / visionati dagli studenti?
2. Ogni studente ha visualizzato tutti gli elementi  che erano stati contrassegnati come obbligatori?
Nel sito di Blendspace, qualora si voglia accedere a questi dati, si viene informati del fatto che questa funzionalità è stata momentaneamente sospesa per essere perfezionata, ma la sospensione temporanea dura ormai da qualche mese.
Basandomi sulla verifica sommativa relativa alla conoscenza della filosofia di Pascal, devo concludere che Blendspace ha funzionato egregiamente dato che gli studenti hanno ottenuto la loro migliore performance in quest'anno scolastico:
# media = 8,1
# deviazione standard = 1,3

Il tempo liberato
Il vantaggio maggiore è stato quello di disporre di ore di attività in presenza che abbiamo dedicato alla discussione, all'apprendimento di applicazioni utili per la didattica e alla conduzione di lezioni frontali di storia, condotte dagli studenti con materiali preparati da loro (presentazioni, mappe concettuali, ecc.) e visibili a questo link: Lavori di storia presentati dagli studenti.

giovedì 5 marzo 2015

Video Lezione di Filosofia: introduzione al pensiero di Friedrich Nietzsche

Appunti Video di Filosofia: Nietzsche
Data la complessità della filosofia di Nietzsche, il carattere esplicitamente a - sistematico del suo pensiero, la valenza poligrafica e polisemica della sua scrittura, ho pensato di realizzare una lezione che fosse introduttiva allo studio del suo pensiero, in cui ho cercato di illustrare:
1.  il suo percorso filosofico, 
2. la nuova forma di comunicazione filosofica che egli tentata di realizzare, quindi la scrittura e la lettura del testo del filosofo tedesco, 
3. il carattere nomade e aperto della sua ricerca filosofica
Basti ricordare che Nietzsche afferma che "l'essere danza sui piedi del caos" e presenta se stesso come "Lo scriba del Caos".

Videolezione su Nietzsche
La video lezioni si intitola "Lezione sulla filosofia di Nietzsche: introduzione", dura 23:52 minuti e vengono trattati i seguenti temi:
# la scuola del sospetto e le menzogne millenarie
# filosofare a colpi di martello
# desacralizzazione e demitizzazione
# critica civiltà occidentale
# valori assoluti e mancanza di senso
# nichilismo
# ultimo uomo e uomo cristiano
# rifiuto metafisica e cristianesimo
# superuomo, oltre - uomo,
# dire di si alla vita
Nietzsche: scrittura poligrafa polisemica
# leggere come ruminare
# ermeneutica
# pensiero asistematico
# pensiero nomade



Presentazione dei caratteri generali del pensiero di Nietzsche
Come supporto per la lezione su Nietzsche ho utilizzato una presentazione realizzata con word e caricato su Scribd in cui ho provato a sperimentare un uso della videoscrittura che si staccasse dal modello tipografico e sfruttasse le possibilità della videoscrittura di variare: font, colori, dimensioni. Ho poi usato simboli e caratteri speciali, per evidenziare o caratterizzare le informazioni, che ricordano vagamente uno stile da infografica
Il documento può essere consultato e scaricato a questo link: Introduzione alla filosofia di Nietzsche