mercoledì 29 aprile 2015

Infografiche: una lunga storia

Si fa presto a dire "Infografica"
La rappresentazione grafica delle informazioni è sempre stato uno degli aspetti principali dell'agire comunicativo, in un certo senso è all'origine della stessa nascita della scrittura, che altro non è se non rappresentazione grafica della lingua parlata.
Altro fondamentale aspetto che da sempre caratterizza la rappresentazione grafica delle informazioni è la ricerca di un ordine che trasformi i dati in informazioni imponendo ad essi una struttura relazionale. Anche per questo secondo aspetto siamo di fronte a uno degli aspetti principali dell'agire conoscitivo umano, la ricerca del senso, del logos che è alla base nascita della filosofia e delle scienze.
Anche l'odierno successo delle infografiche nasce dalla stessa ragione, la quantità di dati oggi in nostro possesso è tale da risultare ingovernabile, ma non si tratta solo del problema dell'overload informativo, si tratta della difficoltà di "inquadrare" i dati, ovvero inserirli in un contesto strutturato, categorizzato, che li renda comprensibili e esplorabili, senza la qual cosa i dati non saranno mai informazioni, ma caos, opposto del logos, disordine.

Infografica? Chi è costei?
Senza indulgere in peraltro interessanti questioni di natura storica, semiotica, epistemologica e semantica, assumiamo il termine infografica nel suo senso più ampio di "information design" ben espresso dalla parola "infographic"che nasce dalla fusione delle parole informazione (information) e grafica (graphic), ovvero: visualizzazione delle informazioni in cui prevale l'aspetto grafico e visivo su quello testuale. Componente essenziale dell'attuale sviluppo delle infografiche è la digitalizzazione e l'elaborazione computerizzata delle informazioni e della loro visualizzazione.
In questa accezione molto ingenua e generale molte cose possono essere etichettate come Infografiche: mappe concettuali e mentali, diagrammi di flusso, istogrammi, mappe, schemi, ecc.

Per cercare di chiarire cosa sia una infografica possiamo tracciare una storia dell'infografica attraverso l'esame di alcuni esempi tratti dalla storia della nostra cultura, fino ad arrivare, in un successivo post fino ai nostri giorni per poter prendere in considerazione le infografiche interattive e dinamiche che la comunicazione digitale consente di realizzare

I greci, come sempre! Apiano e il cosmo aristotelico - tolemaico
Piero Apiano, XVI secolo, illustrazione dell'universo aristotelico - tolemaico
Cominciamo con un disegno che rappresenta l'universo aristotelico - telomeico realizzato da Piero Apiano, cartografo, matematico e astronomo tedesco vissuto a cavallo tra il XV e XVI secolo. Questa illustrazione rappresenta in modo compiuto e completo la concezione del cosmo che ha dominato la cultura occidentale per circa 2.500 anni. Siamo di fronte ad uno dei paradigmi più potenti e duraturi, una matrice di senso che ha consentito per decine di secoli di "inquadrare" qualsiasi cosa accedesse nell'universo.
Tutto ciò che esiste trova una collocazione generale in questo "disegno": la terra, i pianeti, il dualismo tra mondo sublunare e celeste, dio e gli uomini, le costellazioni e i segni dello zodiaco, i moti degli astri, i 4 elementi e l'etere, la fisica terrestre e celeste. Non si tratta, ovviamente, di dati statistici e specifici, ma del contesto generale in cui tali dati vanno inseriti per divenire informazioni. L'infografica di Apiano sintetizza i dati, ovvero fornisce una rappresentazione visiva unitaria del molteplice (come direbbe Kant), fornendo uno schema di organizzazione a dati e nozioni di varia natura: fisica, astronomica, metafisica, teologica, astrologica. 
Quali le caratteristiche di questa illustrazione? Procedendo senza alcuna pretesa di sistematicità possiamo stilare il seguente elenco:
# traduce visivamente un quadro concettuale, di origini greche, consistente in un ordine cosmico paradigmatico
applica tale quadro ai dati generali strutturandoli secondo relazioni grafiche rappresentate su una superficie bidimensionale
le relazioni di ordine logico - concettuale trovano espressione nella disposizione spaziale reciproca dei vari elementi che formano l'immagine
prevale decisamente l'elemento visuale, il design, su quello testuale. Le parole sono poche e in genere si preferisce usare simboli piuttosto che la scrittura alfabetica
la mappa può essere navigata e/o esplorata in molti modi e secondo percorsi diversi, ma tutti entro un quadro condiviso e intersoggettivamente valido
l'illustrazione non costituisce solo un tentativo riuscito di ordinare i dati, ma anche un meccanismo euristico che può fornire un supporto all'apprendimento o, addirittura, portare alla proposizione di nuove conoscenze
# combinatoria e dinamica

Una infografica raffigurante l'Enciclopedia Medioevale delle Scienze
L'illustrazione di Apiano non costituisce un caso eccezionale ma rientra in quella che era una consuetudine risalente alla miniaturistica medioevale e che si riscontra, per esempio, nelle raffigurazione del sistema del sapere costituito dalle sette atti liberali, come emerge da questa "infografica" del XII secolo opera di Herrad von Landsberg
Anche in questo caso siamo di fronte a una rappresentazione visiva che propone il sistema gerarchico di relazione tra le scienze che nel loro insieme costituiscono l'enciclopedia medioevale del sapere: il sistema delle 7 arti liberali, anche questo derivato dalla cultura greca classica.
Il disegno mostra i diversi comparti del sapere, i loro rapporti reciproci, il processo della produzione e circolazione dei flussi conoscitivi, nell'ottica propria della cultura medioevale. Alle caratteristiche rilevate in precedenza possiamo aggiungere
# la presenza del colore che aggiunge un ulteriore livello di significato e raffigurazione simbolica
# l'utilizzo di elementi architettonici con funzione comunicativa
# l'accuratezza del disegno che comporta la rappresentazione e comunicazione di ulteriori informazioni, quali gli strumenti impugnati dai personaggi raffiguranti le varie arti, che ricordano le icone delle infografiche moderne
# anche in questo caso manca la dimensione quantitativa
  
Le 7 arti liberali, Hortus Deliciarum, Herrad von Landsberg, XII sec.



Leibniz e l'Ars Combinatoria: la nascita dell'ideale Computazionale in una "Infografica"
L'ideale combinatorio di Leibniz, da lui definita Charateristica Universalis, consiste nella costruzione di un sistema di calcolo attraverso cui si potesse derivare la totalità del sapere a partire da alcune premesse e regole di inferenza originarie, segna la nascita del sogno computazionale, che trova piena fioritura ai nostri giorni, ma più come un incubo che come un sogno. Infatti il sogno di Leibniz è quello di individuare un algoritmo che riduca la dimostrazione a calcolo, ovvero ad una procedura automatica di tipo inferenziale e che sia tale da poter essere implementata su un meccanismo
Se questo aspetto del sogno leibniziano si è avverato, non altrettanto è accaduto con l'altra componente fondamentale dell'ideale del calcolemus: la riduzione della totalità dei dati a un sistema unico, coerente e completo. Trascurando gli aspetti logici di questo problema, insiti nei teoremi limitativi, basta considerare l'attuale problema dell'Information Overload e dei Big Data che nascono dalla combinazione di due criticità
l'enorme dimensione quantitativa che i dati disponibili hanno raggiunto e 
la difficoltà di combinarli entro un sistema unico e universale che conferisca loro un senso assoluto e stabile.

I 4 elementi aristotelici secondo Leibniz, Dissertatio de arte combinatoria, 1666

L'infografica di Leibniz si basa su due teorie fondamentale della scienza aristotelica, la fisica e la logica. Secondo la dottrina degli elementi della fisica aristotelica, i 4 elementi sono posti ai vertici di un quadrato inscritto in una circonferenza, ai vertici di in un altro quadrato concentrico sono inserite le loro qualità prime: caldo, umido, freddo, secco. L'organizzazione di questi elementi coincide con quelle del quadrato degli opposti della logica aristotelica secondo cui si possono calcolare tutte le possibili combinazioni dei vari tipi di proposizioni determinandone a priori la verità. Abbiamo raffigurate in questa illustrazione tutte le trasformazioni possibili degli elementi in base ad aggiunte e sottrazioni delle loro qualità.
Trascurando la questione fisica e filosofica, possiamo riscontrare anche in questa "infografica" le stesse caratteristiche viste in precedenza e trarre una prima fondamentale conclusione: rispetto alle infografiche attualmente in uso la principale differenza non è comunicativa, non riguarda il design, la logica di composizione della figura, ma consiste nel fatto che manca totalmente qualsiasi riferimento numerico, mentre l'odierna diffusione delle infografiche è strettamente connessa al trattamento dei numeri. I dati che le infografiche digitali raffigurano sono prevalentemente numerici e fanno riferimento a rilevazioni e misurazioni di fenomeni specifici, l'uso della raffigurazione delle informazioni in età antica e moderna è invece prevalentemente riferito a concetti generali secondo un approccio più aprioristico e deduttivo, sarà solo con la scienza e la quantificazione e matematizzazione dell'esperienza che si aprirà la strada per il trattamento matematico dei dati.



Le Infografiche "strettamente parlando"
Nel 1626 viene pubblicato il trattato di astronomia  Rosa Ursina sive Sol di Christoph Scheiner, astronomo e fisico gesuita tedesco, per illustrare i modelli seguiti dalla rotazione del sole vengono utilizzate illustrazioni che possono essere definite infografiche in senso proprio

C. Scheiner, Rosa Ursina sive Sol, pp. 339. immagine 64
Dalla voce di Wikipedia English dedicata alle infografiche, si apprende che nel 1857 Florence Nightingale realizzò un'infografica che illustrava le cause della mortalità dei soldati durante la guerra di Crimea, per convincere la regina Vittoria a migliorare le condizioni degli ospedali militar. L'infografica utilizza una combinazione di grafici a barre e a torta, ottenendo un "Coxcomb Chart", un grafico a "Cresta di gallo"

Diagram by Florence Nightingale, causes of mortality during Crimean War


Per proseguire questa carrellata di infografiche delle origini, un diagramma del 1840 che sembra realizzato oggi, tratto da un articolo di Luke Hinchliffe pubblicato il 27/01/2015 su  Kurtosys: Storytelling with Data Visualization. Viene rappresentata la diffusione del colera a Londra in relazione alla temperatura.

1840: Temperaturta e diffusione del colera a Londra


Possiamo concludere con un'altra infografica segnalata nello stesso articolo e risalente al 1917, si tratta di un poster della prima guerra mondiale dedicato al pane e in cui il disegno, persino i colori e la grafica, fanno pensare a una delle attuali infografiche.

1917, Bread, first in war, first in peace

Una Conclusione finalmente!
Da quanto visto fin qui emerge chiaramente che tutti gli elementi che caratterizzano ciò che oggi chiamiamo infografica sono il risultato di un lungo percorso storico che alcuni vogliono far risalire addirittura alle pitture rupestri della grotta di Altamira. Anche senza spingerci così indietro nel tempo, abbiamo documentato come la nascita e crescita dell'infografica, fino al raggiungimento dell'età adulta, sia da collocarsi tra il tardo medioevo e il XIX secolo. In tale arco di tempo infatti, tutti gli elementi costitutivi di questo media giungono a maturazione.
Semplificando possiamo dire che le componenti fondamentali di un'infografica sono: forma visuale, contenuto, conoscenza
Per quanto riguarda gli elementi grafico - visuali: icone, simboli, disegni, elementi geometrici, forme grafiche, ecc. sono presenti in modo massiccio sin dal medioevo. Anche la disposizione di questi elementi nello spazio acquista un significato informativo e comunica conoscenza, tutto nella grafica è da subito finalizzato alla espressione del contenuto, a dare una forma al contenuto. Anche i colori, diventano parte di quella struttura grafica complessiva e coerente che produce significato e rende leggibile l'infografica "antica". Altro aspetto interessante che possiamo individuare fin dalle prime illustrazioni che abbiamo presentato, è che la grafica delinea dei percorsi che vengono suggeriti all'osservatore. Si tratta di immagini statiche, che vanno però esplorate seguendo le "indicazioni" grafiche e cromatiche, ci si "deve" muovere all'interno dell'immagine "interagendo", seppur solo visivamente e intellettualmente, con essa, ma la strada che porterà a una forma di interazione concreta, grazie alla digitalizzazione, è già potenzialmente presente.
Anche l'elemento conoscitivo è da subito in primo piano in un duplice senso. In primo luogo tali immagini corrispondono sul piano alle categorie concettuali, loro scopo è quello di "trasformare" i dati in "informazioni" dotate di senso, in quanto collocate entro un contesto teorico che ne determina il significato. Quindi l'infografica è generata a partire dal complesso di teorie, conoscenze, premesse filosofico - culturali che fungono da elementi strutturanti dei dati, tale quadro concettuale di fondo viene reso con espedienti grafico - visuali e che determinano "come" i dati sono raffigurati e quindi semantizzati. In questo primo senso l'infografica assume, da subito, un valore comunicativo e pedagogico, suo scopo è favorire nell'osservatore l'apprendimento, in questo caso non tanto e non solo del contenuto veicolato, ma dei quadri concettuali che lo strutturano. In secondo luogo l'infografica è a sua volta un meccanismo euristico generatore di senso. La possibilità di esplorarla e muoversi al suo interno attraverso percorsi e meccanismi combinatori, può portare a nuove ipotesi e nuove conoscenze.
I contenuti che l'infografica organizza e comunica sono il terzo elemento costitutivo di essa. Qui troviamo la principale differenza tra le "infografiche classiche" e quelle "moderne e contemporanee". Mentre in età classica e medioevale i contenuto sono conoscenze e concetti generali, presenti anche nelle infografiche contemporanee, a partire dalla rivoluzione scientifica si va affermando, fino a prevalere, la rappresentazione di dati numerici relativi a fenomeni specifici.
Nel caso di Christoph Scheiner si tratta dei dati relativi all'orbita solare, quindi dati numerici frutto della operazione di matematizzazione della natura. Questa tendenza viene a investire sempre di più anche lo studio della società, come mostrano le infografiche di Nightingale e quella relativa all'epidemia di colera a Londra.
Oggi la quantificazione e misurazione di ogni aspetto della vita sociale e dell'attività umana è il paradigma dominante della conoscenza: qualsiasi fenomeno di qualsiasi tipo viene "descritto" in termini quantitativi. Questo determina una estrema sovrabbondanza di dati, che a sua volta pone l'esigenza di interpretare e organizzare tali tali "dati"  come decisiva. Da ciò la necessità di strumenti sempre più efficaci e potenti, come il trattamento algoritmico dei Big Data.
La strada dell'infografica è un'altra, più umanistica rispetto a quella dei Big Data e della Business Intelligence. Nelle infografiche infatti la comunicazione mira alla comprensione e interpretazione di un fenomeno secondo schemi intuitivi e immediati e attraverso una mediazione concettuale in cui segno e disegno offrono una traduzione dei concetti in imamgini.
Con la digitalizzazione si impone l'attuale infografica caratterizzata da interattività e dinamicità. Ma questa è un'altra storia.

Una Infografica sulla Storia delle Infografiche
Una interessante infografica sulla storia delle infografiche ralizzata in forma di timeline e che pone la nascita delle infografiche nel 40.000 a.C. ,con le prime pitture rupestri della grotta di Altamira in Spagna.


sabato 25 aprile 2015

Studenti che insegnano: lezioni e presentazioni realizzate dagli studenti

Quando, partendo dalle concrete problematiche che si incontrano nella quotidiana attività di insegnamento, si combinano insieme le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dal web con l'attività di costruzione collaborativa della conoscenza e con il ruolo attivo degli studenti nella didattica, si possono ottenere facilmente ottimi risultati.

Di Ogni Erba un Fascio
La Sceneggiatura con cui tradizionalmente vengono "somministrate" dall'alto dell'empireo ministeriali le "Nuove tecnologie Educative" e le "Grandi Epopee Pedagogiche", funziona secondo la seguente ricetta:
Ingredienti
1. si prendano, un po a caso e in numero considerevole, le ultime espressione modaiole e trendy che come bolle galleggiano (e scoppiano) nei cieli della didattica: Transmedia Storytelling, Gamification, Flipped Classroom, Personalized Learning, Instructional Design, etc.
2. si aggiungano tecnologie e dispositivi, gadgets, devices, etc., freschi ma anche non tanto;
3. si predisponga un progetto secondo modalità fordiste - tayloriste con accompagnamento di vecchi pezzi d'antiquariato industriale tipico della produzione in serie come Diagramma di Gantt, analisi SWOT, etc.
Preparazione
1. ci si assicuri di affidare la cottura a personalità di chiara incompetenza in materia,
2. quindi si faccia di "ogni erba un fascio"
3. si prevedano spese milionarie,
4. si cali dall'alto a docenti e studenti il tutto, stando bene attenti ad informarli solo all'ultimo minuto ma con disposizioni, circolari, scadenze, regolamenti in continuo e contraddittorio mutamento come l'eracliteo fiume in cui non ci si bagna mai due volte
5. questa è la parte più delicata: lasciate trascorrere diversi anni, quanti più possibile (vedi progetto Marte e Progetto Semidas in Sardegna) e servite quanto la pietanza è immangiabile e, magari, velenosa.
Il fallimento sarà garantito

Anche il più grande viaggio comincia da un solo piccolo passo
Proviamo, in questi tempi in cui va di moda capovolgere tante cose, dalla democrazia alla classe, a ribaltare la procedura. Quale problema ci si trova a dover affrontare in un giorno qualsiasi con la propria classe? Nel mio (nostro) caso lo studio della storia italiana, europea e mondiale della seconda metà del XIX secolo, avendo a disposizione poche settimane. Impossibile. Che fare?
Gli studenti preparano le lezioni utilizzando applicazioni web per realizzare presentazioni
# Il docente illustra loro le applicazioni web
# Studenti e docente programmano l'attività
# Gli studenti "spiegano" ai loro compagni utilizzando i lavori che hanno creato e pubblicato online
# Si condividono le risorse online tramite l'ambiente di apprendimento S.E.S.S.O. Il piacere di imparare, realizzato nel corso degli anni dal docente e dagli studenti 
# docente e studenti valutano le lezioni tenute dagli studenti
# si predispone una verifica sommativa
Niente di particolarmente rivoluzionario, si rimane nell'ottica della lezione di tipo frontale, potenziata grazie all'uso delle nuove tecnologie (applicazioni web, cloud, videoproiettore, connessione internet) e dialogata, ma è il classico eterno paradigma della scuola tradizionale.
A ben guardare però:
1. si risolve il problema
2. gli studenti apprendono come programmare un'attività
3. fanno esperienza dell'utilizzo del web come strumento di creazione e pubblicazione di conoscenze
4. imparano ad utilizzare gli strumenti e le procedure della comunicazione digitale, alfabetizzandosi in tale ambito
5. superano l'idea che apprendere significhi vomitare addosso al loro docente e ai loro compagni le nozioni, più o meno digerite, che trovano sul libro o negli appunti, cercando di essere quanto più fedeli possibile a tali sacri testi. "Spiegare" non è la stessa cosa che "ripetere", dal tono e inflessione della voce, alla struttura logica del discorso, cambia ogni cosa.

E per finire ...
Il risultato non è ancora l'epifania del "Supremo Logos  Tecnologico", è solo "un piccolo passo per l'umanità, ma un grande passo per i miei studenti" (e per me). Inoltre, loro non lo sanno ancora, rientrerà nella mia valutazione anche il giudizio che dovranno esprimere in merito alla spiegazione dei compagni e ai pregi e difetti delle loro presentazioni.
Dovranno:
# registrare le loro riflessioni con Audioboom;
# assegnare un punteggio da 0 a 5 stelle a ogni spiegazione e a ogni presentazione;
# realizzare con Tackk un rapporto generale postando le loro registrazioni, i punteggi ed esprimendo un giudizio in forma scritta
# condividendo il tutto nel forum di classe AulaForum
# Infine si potrà effettuare un sondaggio su Tricider

Le presentazioni degli Studenti
Pubblico alcune delle presentazioni che gli studenti hanno realizzato e in cui sono riscontrabili molti difetti e limiti sbagliando si impara e questo non è che il primo passo di un cammino.
Le applicazioni utilizzato sono state: Mindomo, Emaze, Prezi. Importante sottolineare come siano riusciti a impararne senza problemi l'uso sia perché educati al loro uso da due anni, sia perché nell'ottica sociale e collaborativa del web si impara facilmente dall'esperienza altrui. In questo gli studenti hanno utilizzato i video tutorial presenti sul web e non c'è stato bisogno di perdere tempo a scuola, magari in aula di informatica, per farne apprendere l'uso.

Jessica Vacca, Le origini della violenza totalitaria: I Boeri, il Grande Trek e la guerra Anglo - Boera



Martina Oppus, Le origini del totalitarismo: l'esplorazione dell'Africa, il saccheggio del Congo, le origini del lager



Eleonora Olla, L'Imperialismo in Asia orientale



Make your own mind maps with Mindomo.


Marco Corrias, Otto von Bismark

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Marco Corrias, La Belle Epoque

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giovedì 9 aprile 2015

Raiscuola: come creare una lezione con Raiscuola


La Rai offre innumerevoli risorse a supporto della didattica, grazie al ricco archivio video sono infatti disponibili contenuti adatti a ogni area disciplinare e ad ogni ordine e grado di scuola. Occorre però sottolineare come la Rai si sia da molti decenni impegnata nel proporre risorse che non si limitino alla semplice offerta di documenti in formato video.

Raiscuola è un vero e proprio portale di accesso a un enorme patrimonio di risorse. Il menù principale propone percorsi di tutte le discipline, eventi live, giochi, speciali, oggetti multimediali, ecc.
Non si tratta solo di video. Segnalo come esempio:
# Le visite virtuali: si tratta di tour virtuali in alcune città come Rodi, Parigi, Londra
# Giochi: adatti ai più piccoli, come labirinti, cruciverba, giochi musicali, numeri, ecc.
# Il sistema solare
# Eccezionale la sezione programmi dove si trova il meglio della produzione televisiva e radiofonica culturale della Rai, da Zettel a Divertinglese, da Nautilus, a Terza Pagina, ecc. Interessanti anche altri programmi Rai inspiegabilmente non compresi in questa raccolta come: uomini e profeti, il tempo e la storia, la storia in giallo, lezioni di musica, fahrenheit, ecc.
Purtroppo Raiscuola, come gli altri siti Rai, è pessimo dal punto di vista delle tecnologie utilizzate e della usabilità:
# vengono usate tecnologie superate e che richiedono continui aggiornamenti di plug-in o che producono continue interruzioni come: Silverlight, Shockwave, Flash, Java, anche il più fidato browser non fa che bloccarsi, richiedere autorizzazioni, arrestare la navigazione per motivi di sicurezza, ecc. Non mi è mai capitato di imbattermi in tanti contrattempi e avere tanti grattacapi come quando oso tentare di muovermi nei labirintici siti della Rai.
# La ricerca è impossibile: i vari motori di ricerca non trovano mai quello che si cerca, conviene usare google per cercare dentro i portali Rai
# E'vero che stiamo parlando di qualcosa di immenso tra programmi, materiali, Tv, radio, ecc. ma possibile che non ci fosse un modo più chiaro e ordinato di organizzare il tutto? Quando ci si muove dentro i siti Rai ci si perde regolarmente.

Le Lezioni
Per tornare al portale Raiscuola, registrandosi o accedendo con il proprio account Facebook, è possibile disporre di un proprio spazio all'interno del quale esplorare i materiali disponibili o crearne di propri. Si tratta della funzione "crea lezioni", piuttosto che spiegarla descrivendo le varie operazioni, ho pensato fosse meglio realizzare un video tutorial trovate alla fine di questo post. Qui mi limiterò a indicare aspetti positivi e negativi di questa funzionalità:
Positivo:
# semplicità e facilità nell'uso;
# rapidità nella realizzazione della lezione
# considerevoli i materiali disponibili grazie agli archivi Rai
Negativi:
# perché limitare la possibilità di reperire materiale solo a pochi siti? si possono inserire nella nostra lezione solo pagine web della Rai, di Wikipedia, di Youtube o caricare documenti dal proprio PC. 
manca un ambiente comunicativamente ricco che consenta di creare e gestire discussioni complesse con gli studenti cui sono dedicate le lezioni che abbiamo creato, insomma un sistema di messaggistica rapida e magari con una audio chat sul modello di Voicthread.

Ecco il video tutorial su come realizzare lezioni attraverso Raiscuola:

Zeef: video tutorial in italiano


Ritengo che Zeef sia un'ottimo strumento per la Content Curation e per affrontare efficacemente il problema del sovraccarico informativo o "information overload", penso anche che un suo uso in ambito formativo sia molto efficace per consentire lo sviluppo e/o il potenziamento negli studenti di quelle abilità e competenze necessarie per utilizzare in modo critico e personale il web.
Per questi motivi ho realizzato un video tutorial in italiano della durata di 10:20 minuti, che ho pubblicato nel mio canale YouTube e che incorporo in questo post.

Ricordo che Zeef è una applicazione web free che consente di creare raccolte tematiche di risorse e contenuti presenti in rete, selezionandole, classificandole, accompagnandole con sintetiche recensioni e assegnando ad esse un rank, per renderle disponibili agli utenti di internet interessati a quell'argomento.

mercoledì 8 aprile 2015

Tackk: creare e condividere contenuti multimediali

In un periodo in cui proliferano le applicazioni web che promettono la realizzazione di contenuti multimediali brillanti e realizzati rapidamente, una applicazione che si distingue per concezione e versatilità e il cui utilizzo è realmente amichevole per l'utente è Tackk.
Tackk è un servizio web based, una applicazione web free, multi- piattaforma, fruibile anche da dispositivi mobili tramite apps per Android e iOS, che permette di realizzare e condividere in pochi minuti un annuncio, una presentazione, una annotazione, un blog, una chat, un post.

1. Registrarsi e creare un "Tackk"
La registrazione è molto rapida, si può accedere a Tackk anche utilizzando i propri account Twitter, Facebook, Google+, Instagram, ecc. Tackk si presenta come una piattaforma che rende semplice creare contenuti unici, personalizzati, di vario formato e dimensione che possono essere realizzati in pochi minuti.  Difficile dire esattamente cosa siano gli oggetti realizzati con Tackk, sono definiti Tackks, si tratta di una pagina di estensioni variabili, anche una sola immagine con del testo, ma anche un documento più esteso che può contenere: testo, immagini, video, audio, pulsanti, media, form, link, localizzazione, ecc. Il documento si presenta come una pagina unica che si può scorrere dall'alto al basso. 

2. Come procedere?
Una volta effettuato il login si dispone di un menù in alto a sinistra da cui si può accedere al proprio pannello di controllo da cui è possibile: modificare il nostro profilo; aggiungere amici; visualizzare i nostri tackks, followers, following; gestire gli stream o conversazioni cui partecipiamo o aprirne di nuove.
per creare un nuovo tackk basterà cliccare sul pulsante verde in alto a destra e potremo scegliere tra le seguenti alternative: lavagna vuota, chat, blog, progetto scolastico. In realtò si possono creare presentazioni, raccolte di immagini, documenti, ecc.
per saperne di più su come procedere a questo punto consiglio l'articolo che ha dedicato a tackk Anna Laghigna: TACKK per creare pagine ricche di contenuti multimediali. sul blog di Insegnanti 2.0.
Dal canale YouTube di Anna Laghigna incorporo questo video tutorial in italiano della durata di 13:40 in cui sono spiegate tutte le operazioni fondamentali


3. Tackk a scuola
Per finalità educative Tackk può risultare utile e produttivo per le seguenti ragioni:
# Semplicità nel creare e condividere pagine sul web 
# creatività nell'utilizzo di contenuti web, colori, fonts, modelli, immagini, video, audio, ecc. 
# disponibilità di opzioni che salvaguardano la privacy come protezione dei contenuti tramite password o pubblicazione di contenuti privati
# Collaborazione: immediata tramite pc desktop, tablet, smartphone e tutti gli altri dispositivi mobili
# Totalmente free
In questa pagina è disponibile un elenco di possibili utilizzi di Stackk in ambito educativo: 20 usi di Stackk in classe tra cui segnalo: creare schemi di lezione, progetti collaborativi, comunicazione con le famiglie, collaborazione con i tablet, portfolio degli studenti, ecc. Qui alcuni esempi di Tackk utilizzati a scuola TackkEdu.

4. Pubblicazione e Commenti
Una volta pubblicata il nostro Tackk è possibile condividerlo in tutti i principali social network come Twitter, Facebook, Google+, Pinterest, Linkedin. Si può inviar via e-mail e si può anche prelevare il codice per incorporarlo in siti, blog, forum, ecc. o si può esportarlo in formato pdf.
Interessante anche la possibilità di postare commenti e rispondervi generando uno stream di commenti che presenta le funzionalità di un sistema di messaggistica o di una chat.

sabato 28 marzo 2015

Cos'è Prezi e come si usa: guide e video tutorial in italiano

Presentazioni e Mappe Dinamiche
Prezi è una applicazione web che ha rivoluzionato il modo di realizzare presentazioni grazie alla combinazione di due tecniche lo zooming e l'animazione che le rendono dinamiche.
Si immagini di disporre di una superficie o tela vuota all'interno della quale si possono inserire vari elementi che chiameremo Frames, riquadri di varia forma e colore entro i quali è possibile inserire contenuti multimediali (testo, immagini, video, ecc.).
Questo sfondo in cui saranno disposti gli elementi della presentazione, può essere personalizzato configurando il colore e/o inserendo delle immagini pertinenti col tema della presentazione. E' anche possibile utilizzare template / modelli predefiniti che possono essere modificati e adattati alle nostre esigenze.
Potremo inoltre collegare questi frame come meglio crediamo, in modo da ottenere un percorso che determinerà l'ordine in cui i vari frame verranno visualizzati nella presentazione.
La visualizzazione della presentazione consiste nel movimento di passaggio da un frame all'altro, secondo l'ordine che abbiamo stabilito, ogni frame verrà ingrandito nel momento in cui passeremo alla sua visualizzazione.
Prezi è uno strumento molto versatile che combina insieme caratteristiche e funzionalità di: animazione, storyboard, mappa concettuale, presentazione, wall, ecc.

Qualche esempio
Per meglio rendersi conto delle potenzialità e caratteristiche di visualizzazione di Prezi è molto più semplice un esempio. In questo caso ho scelto questo percorso su Mandela sia perché è stato realizzato dagli studenti con la guida della docente Anna Laghigna, sia perché sono in esso evidenti le peculiarità  di questa applicazione:


Il risultato sul piano comunicativo è estremamente gradevole, molto coinvolgente e capace di veicolare un contento informativo ricco e significativo.

Questo un altro esempio di utilizzo didattico di Prezi, una presentazione sulle origini della poesia realizzata da Andrea Altomare



Tipologie di account free e a pagamento
Prezi è una applicazione freemium, quindi si può utilizzare una versione di base interamente free che è sufficiente per la maggior parte degli usi in quanto:
# non vi è alcun limite nel numero di presentazioni realizzabili
# si possono realizzare presentazioni in collaborazione invitando fino a 10 persona a cooperare per la realizzazione di una presentazione
non è invece possibile con l aversione free:
# creare presentazioni private
# aggiungere un proprio logo
# disporre del supporto 24 su 24 e 7 giorni su 7
# lavorare online scaricando la versione desktop di Prezi
Forse l'unica limitazione di rilevo per un uso didattico di Prezi è che si dispone di soli 100 MB per caricare contenuti da inserire nelle nostre presentazioni. Per conoscere i vari tipi di account che si possono attivare su Prezi, e le funzionalità disponibili per ciascuno di essi, recarsi alla pagina di pricing di Prezi.
Per i docenti esiste la possibilità di disporre gratuitamente di una versione di Prezi ed esistono versioni educational anche per gli studenti, per saperne di più si può visitare la pagina dedicata ai piani di abbonamento per docenti e studenti

Breve Percorso sull'utilizzo Didattico di Prezi
In questo breve percorso segnalo alcune risorse per approfondire le potenzialità di Prezi in ambito educativo.
1. Comincio col segnalare una articolo delle prof.ssa Loredana Messineo dal titolo "Prezi e Didattica", in cui sono illustrati numerosi esempi di presentazioni realizzate con Prezi su argomenti di scienze da studenti della scuola elementare. Questo a dimostrazione del fatto che Prezi non è difficile da utilizzare ed è molto versatile.

2. Come seconda tappa di questo percorso segnalo una interessante intervista ad Anna Rita Vizzari condotta da Andrea Patassini "Prezi per la didattica" e pubblicata sul blog del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell'Università Roma Tre. L'intervista è dedicata all'uso di Prezi nella didattica di cui Anna Rita Vizzari è esperta. L'aspetto più interessante messo in rilievo da Anna Rita Vizzari è l'uso di Prezi inteso non solo come strumento di cui il docente s può servire per produrre contenuti, ma come applicazione social grazie alla quale si possono costruire conoscenze coinvolgendo gli alunni in attività collaborative sia in presenza che a distanza. Anna Rita Vizzari propone quindi 5 differenti tipologie di "Prezi" che variano a seconda del materiale prodotto e dei soggetti che lo producono: docente, docente e studenti, studenti.
# Questo un esempio di lezione realizzato da Anna Rita Vizzari: Le coordinate geografiche
# Qui in Prezi che propone uno schema di analisi della proposizione da assegnare agli studenti perché lo riempiano: La proposizione

3. La terza tappa è fornita da un articolo comparso su Bricks il 20/09/2014 e dedicato ad illustrare l'uso di Prezi e ThngLink nella didattica attraverso la creazione di percorsi formativi di letteratura inglese. Interessante le premessa dell'articolo "la necessità di rendere lo studente partecipe del processo di ri-definizone della conoscenza che le nuove tecnologie rendono possibile". Si tratta di sviluppare le capacità di ri-contestualizzare, trasformare, ricomobinare contenuti che il web rende possibile attraverso numerose applicazioni. A prova di ciò viene illustrato dalla fase ideativa a quella attuativa un percorso di creazione di una mappa dedicata a un argomento di letteratura inglese in cui viene prima realizzato un modello vuoto che dovrà essere opportunamente riempito. vengono anche indicati gli obiettivi e l'articolazione del percorso e la fase operativa svolta in modalità blended learning.

Videotutorial e Guide in italiano

Presentazioni efficaci: come si usa Prezi?
Guida in italiano realizzata da Lorenzo Amadei, cosulente social media ed esperto di Prezi. La guida è una presentazione in 27 slides pubblicata su Slideshare il 02/06/2011 e aggiornata al luglio del 2014




Video tutorial Guida completa a Prezi
Forse la più completa guida in italiano a Prezi in forma di video tutorial. Si tratta di un lavoro  che spiega i vari aspetti di Prezi. Il video tutorial su Prezi si intitola "Guida completa a Prezi" ed è stato realizzato da Andrea Altomare e pubblicato sul suo canale YouTube il 27/05/2014, il video dura 59:21 minuti.



Video tutorial Come si usa Prezi
Video tutorial in italiano su Prezi pubblicato il 25/08/2013 sul canale YouTube di Network di successo della durata di 08:33. Si tratta di una video guida rapida e chiara che insegna le principali operazioni per realizzare una presentazione con Prezi. Molto utile per chi muove i primi passi con questa applicazione web e vuole rendersi conto delle sue caratteristiche, funzionalità e potenzialità.



Video tutorial Prezi: Primi passi
Un video tutorial in italiano su Prezi realizzato da maestra Clemmy e pubblicato sul suo canale Yotube. Il video è della durata di 14:14 ed è stato pubblicato il 09/10/2014 La video guida illustra in modo dettagliato l'uso di Prezi soffermandosi su ogni passaggio e spiegando in modo chiaro e lento. Adatto a chi muove i primi passi con Prezi



Oltre alla mia testa, per scrivere questo post mi sono servito dei risultati del lavoro delle teste dei seguenti colleghi:
@ Stella Perrone la cui mappa su Tecnologie nella Didattica è un'utilissima guida per l'uso delle tecnologie nella didattica
@ Patrizia Vayola che ha realizzato un'ottima mappa "Tecnologie Didattiche" per non perdersi nelle nuove tecnologie
Anna Rita Vizzari, di cui consiglio il blog  Una lavagnata al giorno

venerdì 27 marzo 2015

VideoANT: Video tutorial italiano

Video lezioni
L'affermarsi di strategie didattiche quali il Blended Learning e la Flipped Classroom e la disponibilità di enormi archivi video sul web, ha valorizzato l'utilizzo dei video nella didattica online e 
creato le condizioni per il proliferare di applicazioni web espressamente dedicate alla realizzazione di video lezioni a partire dai video liberamente disponibili in rete.

VideoANT
Per coloro che non avessero familiarità con queste applicazioni o avessero difficoltà a utilizzarle, consiglio di partire da videoANT, si tratta di una applicazione web interamente free e sviluppata dall'Università del Minnesota con lo scopo di sincronizzare commenti testuali a un video in modo da ottenere una lezione che possa essere condivisa con gli studenti. Il vantaggio di videoANT è di essere molto semplice e versatile, inoltre si costituisce un ottimo punto di inizio per passare ad applicazioni web di questo tipo più evolute e con maggiori funzionalità.

Tutorial italiano su videoANT
Dal momento che non ho trovato video tutorial in italiano su videoANT e per aiutare chi volesse usarlo nella propria attività formativa videoANT, ho preparato una video guida o video tutorial della durata di 10:21, in cui viene presentata questa applicazione e si mostrano tutti i passaggi necessari per utilizzarla.